CodicePlastico Retreat - Spazi aperti in vigna

Team Building. Mai come negli ultimi due anni questa parola è entrata prepotentemente in ogni nostra retrospettiva.

Inutile girarci intorno: anche se CodicePlastico è sempre stata un’azienda remote oriented, abbiamo sempre creato diverse occasioni per trovarci di persona.

Dalle pantagrueliche merende in ufficio in occasione di ogni compleanno, agli eventi di formazione interna, la routine della Vita Plastica pre-pandemia era guidata, in modo del tutto naturale, da un’alternanza online/onlife.

Queste occasioni, da marzo 2020 ci sono mancate, e anche parecchio. Un team felice, dove le relazioni sono sane, funziona meglio (Gianni lo racconta molto bene in questo articolo).

Dove trovare il collante per dare spolvero ai legami storici e soprattutto, per costruirne di nuovi con i nuovi membri del Team?

La ricetta

Avete mai provato a cercare la parola Team Building su wikipedia? Un passaggio interessante è questo:

La sua attività si focalizza nello sviluppo delle competenze distintive di un’azienda andando a creare un senso di identità su ogni componente del gruppo di lavoro.

Che cos’è il senso di identità? E come si fa a crearlo e a trasmetterlo ad ogni componente del gruppo?

Noi abbiamo utilizzato questa ricetta: un retreat di una giornata in cui ci siamo ritrovati tutti e tutte di persona (c’è chi è arrivato dalla Puglia!); una retrospettiva, per portare a galla cosa funziona e cosa non funziona; un open space, per conoscerci meglio e imparare cose nuove e del cibo e del vino buono :)

Facile no?

retrospettiva vigna

Non tutte le retrospettive escono col buco, questa sì

C’è chi ammette che le retrospettive a volte sono difficili da digerire, e chi mente.

Ho cantato in coro per anni, e se c’è una cosa che ho imparato è che trenta cantanti bravi non sono l’unico ingrediente necessario per cantare bene in coro. Oltre alla tecnica serve sintonia e una buona dose di ascolto.

Ho sempre trovato molte similitudini nelle retrospettive: c’è un conduttore, ci sono delle persone appassionate del loro lavoro e, come per il canto, serve sintonia e saper ascoltare. Se mancano questi ultimi due ingredienti può succedere di tutto. Può succedere che una retro non non faccia emergere argomenti particolarmente significativi, così come sia l’occasione per innescare discussioni fin troppo accese: non è un dramma. Le retrospettive sono la cartina tornasole di un gruppo e ogni sintomo è un feedback, un segnale da accogliere per capire come migliorare.

retrospettiva vigna

Sarà stata la vista dei vigneti della Franciacorta, il foliage dell’autunno, la grossa scatola di caramelle per festeggiare il compleanno di Maddalena o semplicemente l’entusiamso di essere nuovamente nella stessa stanza, ma la retro del nostro retreat è stata esattamente il giusto mix di sincerità, equilibrio, ascolto e accoglienza necessari per riallinearci e sentirci parte di un’unica squadra.

retrospettiva vigna

Primo punto della perfetta giornata di team building: ✔️

Open Space dal vivo

retrospettiva vigna

Arriviamo al pomeriggio: l’open space è una formula che avevamo già sperimentato online, ma che ci sarebbe piaciuto bissare in presenza. Tema della giornata “forse non tutti sanno che…“.

retrospettiva vigna

Il marketplace è stato ricco di temi: da Azure con Alessandro, alla Psychological Safety con Gianni, ma non sono mancanti momenti frizzanti tra benjolele, musica elettronica, giochi da tavolo e fotografia (il reportage della giornata è merito di Jacek).

retrospettiva vigna

Perché non solo temi IT in un contesto lavorativo?

Perché conoscersi è un tassello fondamentale del fare gruppo e aiuta ad avere argomenti in comune che vanno oltre la tecnologia. Altrettanto importante è il tema di insegnare e imparare a fare errori insieme in una sandbox giocosa. Volete un esempio? In meno di un’ora un gruppo ha imparato a suonare Jingle Bells con l’ukulele, senza alcuna esperienza. Il risultato è stato musicalmente raccapricciante, ma quanto ridere.

retrospettiva vigna

Secondo punto della perfetta giornata di team building: ✔️

Scoprire cose nuove sul vino

Grazie all’accoglienza di Gianluigi della famiglia Vimercati Castellini proprietari della cantina Al Rocol, abbiamo scoperto come nasce il Franciacorta metodo classico, che la distanza di pochi chilometri genera differenze incredibli nelle uve (da Ome a Provaglio, cambia tutto!) e che nel giro di una notte, una gelata può vanificare il lavoro di un anno. Senza Git. Senza Rollback. Senza Backup.

Gianluigi ci ha insegnato anche a fare le domande giuste e ora ci sentiamo perfetti sommelier chiedendo l’anno della sboccatura e non solo quello della vendemmia.

Ultima tappa, cena, camino acceso e degustazione… e anche il terzo punto della perfetta giornata di team building: ✔️

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